La settimana borsisitca internazionale al 2 Marzo 2007(08 marzo 2007)
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Cronache dai mercati finanziari Il Punto
Nella settimana appena trascorsa, i principali mercati finanziari internazionali hanno fatto registrare una netta flessione dei corsi azionari. Questo andamento ha preso le mosse da una brusca e consistente caduta delle quotazioni verificatasi, nella sessione di martedì, sul primario comparto azionario cinese di Shanghai. Diverse le cause attribuibili a questo crollo: prese di profitto effettuati da fondi locali dopo l’enorme performance dei listini riportata nel 2006 ed agli inizi di quest’anno; voci di un imminente provvedimento da parte del governo del Paese asiatico per raffreddare la speculazione; timori di aumenti dei saggi d’interesse interni. Nelle giornate successive, un accenno generale di rimbalzo è stato accompagnato da un netto incremento della volatilità.Diversi analisti hanno ribadito quanto una moderata correzione delle quotazioni fosse necessaria, o quanto meno fisiologica, stante una situazione poco variata dal punto di vista dei fondamentali. Viene però anche posto l’accento su quello che potrebbe essere l’effetto psicologico, esercitato sugli investitori dalle circostanze segnalate. A pesare sul tono di fondo, vi sono stati anche dei deboli dati macroeconomici Usa, come gli ordinativi di beni durevoli, la revisione al ribasso della crescita del Pil riferita al quarto trimestre 2006, una contrazione nelle vendite di nuove case. Di segno differente si sono rivelate l’attività del settore manifatturiero e la fiducia dei consumatori. Apprensioni per un’eventuale recessione sono state peraltro alimentate da dichiarazioni espresse dall’ex presidente della Federal Reserve, Alan Greenspan. A sostegno della bontà dell'andamento congiunturale sono invece giunte successivamente la parola dell'attuale governatore, Ben Bernanke. A contribuire al calo delle Borse è stato anche il fatto che molti fondi hanno iniziato a ridurre il cosidetto "carry trade". Con questo termine inglese si intende un'operazione finanziaria molto utilizzata dai grandi operatori speculativi: da un lato s’indebitano dove il costo del denaro è molto basso e, dall’altro, con queste disponibilità acquistano azioni o strumenti finanziari rischiosi in altri Paesi. È possibile dunque che, prendendo a pretesto le notizie negative pervenute dalla Cina, in tanti abbiano iniziato a ridimensionare le posizioni, vendendo le azioni e rimborsando i prestiti in Giappone, inducendo come risultato un rialzo dello yen. Nella situazione attuale, i movimenti valutari e dei prezzi delle materie prime sono stati conseguenza, non origine, del terremoto dei listini. Sullo sfondo, il fallito attentato in Afghanistan al vicepresidente americano Dick Cheney ha rinfocolato le ansie da rischi geopolitici.
a cura di © Cornèr Banca SA
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