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Scenari e prospettive dei mercati finanziari

Lo scenario è ancora favorevole per i mercati, ma sembra ormai iniziata una correzione. I settori da privilegiare e da evitare nel breve

(28 febbraio 2007)
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Ieri è stata una giornata decisamente nera per i mercati azionari, colpiti da una raffica di vendite che in alcuni casi hanno fatto registrare la più pesante flessioni degli ultimi sei anni, come accaduto ad esempio al Dow Jones. Gli investitori si chiedono se questo sia ora l’inizio dell’attesa correzione, di cui si parlava ormai da tempo. Per cercare di rispondere a questo interrogativo, al fine di comprendere quale potrà essere l’evoluzione dell’azionario nel breve, abbiamo rivolto alcune domande per voi ad Alberto Neri, Responsabile linee azionarie Italia ed Europa di Optima Sgr.

Nella seduta di ieri, i mercati azionari a livello mondiale hanno registrato una pesantissima battuta d’arresto, segnando una delle peggiori flessioni degli ultimi tempi. Anche alla luce di questa negativa performance, qual è la vostra view sull’azionario e cosa vi attendete per le prossime settimane?
Partendo da un discorso in generale, non ci attendiamo quest’anno un mercato azionario così forte come quello del 2006, quindi non scommettiamo su rendimenti sopra la doppia cifra per i listini. La performance di questi ultimi dovrebbe essere tendenzialmente in linea con la crescita degli utili aziendali, che segnerano un passo più moderato quest’anno in confronto a quanto accaduto nel 2006. Il nostro scenario centrale prevede dunque rendimenti al di sotto delle due cifre, con un mercato meno vigoroso.
Dopo aver visto dall’estate scorsa dei listini così forti, abbiamo comunque mantenuto un’ottica neutrale, nonostante la positività dell’azionario, perchè ci aspettiamo un periodo di lateralizzazione in questo momento o quanto meno una salutare presa di beneficio. Quando si vedono numeri come quelli di ieri, la situazione può apparire anche un pò dura, ma se la correzione la si guarda in relazione all’andamento del mercato degli ultimi 6/7 mesi, la stessa non dovrebbe dare particolare spunto a preoccupazione. In ogni caso c’è un pò di spazio per ulteriori discese, anche in virtù dell’ipercomprato che si è venuto a creare sui vari indici.
I fondamentali non sono preoccupanti e non solo particolarmente alti e lontani dalle medie a dieci anni, di conseguenza non vediamo situazioni così allarmanti per l’azionario. E’ chiaro però che i mercati, dopo questa salita verticale, sono a rischio di prese di beneficio e di congestione. Probabilmente questi momenti di rallentamento sono da sfruttare per provare a fare un pò di stock picking, ma per arrotondare le posizioni sui settori e sulle azioni che sono preferiti all’interno del portafoglio.
L’impostazione nel complesso rimane tendenzialmente positiva, ma è chiaro che è possibile uno storno nell’ordine del 5% dai livelli attuali. Considerando un mercato con rendimenti che non riteniamo eccezionali, si tratta di prese di beneficio di cui bisogna tener conto, perchè non è sufficiente rimanere solo dentro. Per fare sovraperformance bisogna cercare di realizzare un pò di movimenti tattici.

Ritiene che già la seduta di ieri possa segnare l’inizio di questa correzione cui faceva riferimento prima, o è ancora presto per dirlo?
Sicuramente la giornata di ieri ha rappresentato un brusco stop della tendenza rialzista degli ultimi mesi e potrebbe anche aver aperto una fase laterale. Di conseguenza ritengo che l’approccio al mercato in questi giorni deve essere accompagnato da una grande prudenza, perchè si tratta di un mercato veloce che corregge in tempi molto ridotti e al contempo costruisce con forza, muovendosi dunque un pò istericamente, ma proprio perchè ora veniamo da una forte e lunga fase di rialzo.

Questa correzione, a suo avviso, è da ricondurre a delle motivazioni di carattere puramente tecnico, o ci sono altri fattori che stanno minacciando la crescita dei listini?
Le preoccupazioni di ieri sono legate essenzialmente alla crescita economica globale e qualsiasi fenomeno o dato che può turbare l’idea di una espansione forte e serena del PIL mondiale, porta sicuramente un pò più di scompenso sui mercati. Ieri ad esempio, la spinta finale al ribasso, è stata data dall’aggiornamento sui beni durevoli in America, rivelatosi decisamente negativo. Notizie poco incoraggianti sul fronte macro in relazione alla crescita, possono turbare quella visione di mercati al rialzo sostenuti da una congiuntura ancora positiva, che è stata predominante fino ad oggi, ma che dovrebbe rappresentare ancora lo scenario principale.
In questo momento, non si sono visti segnali così preoccupanti da far pensare ad una recessione, ricordando che ieri l’indice di fiducia in Usa è stato più alto delle attese, dunque mi sembra un pò presto per pensare ad una prospettiva così dura per fine anno. L’intervento di Greenspan in questa direzione, probabilmente è una mossa per cercare di stemperare un pò un eccessivo ottimismo generalizzato, che le banche centrali non vogliono. Prima di giungere a conclusioni di questo tipo, preferirei rimanere con i piedi per terra, andando a vedere la prossima stagione degli utili e come proseguirà il trimestre, che è visto un pò da tutti in rallentamento.
Non dimentichiamo che in un momento turbolento come questo, dati macro un pò stentati possono andare ad aggravare la situazione, ma in un panorama che rimane comunque tendenzialmente non sfavorevole all’azionario.

Alla luce di questa fase di mercato, a livello settoriale, quali sono le scelte che potrebbero premiare nel breve e quali invece quelle da evitare?
Sicuramente c’è parecchia positività sugli industriali a livello europeo, derivante da utili visti in crescita più della media degli altri comparti e questo scaturisce dalla crescita globale, per cui è facile capire che una frenata in questa direzione porterebbe negativa sul settore, che per adesso è in vista e continua a comportarsi bene.
Parlando del settore telefonico, sembra che ci sia stata una ripresa, con un buon semestre nella seconda parte del 2006 e ci aspettiamo qualche novità soprattutto in Italia.
E’ stato molto debole invece il comparto petrolifero, con i prezzi dell’oro nero che scendevano, ma anche con il recente rialzo di questi ultimi non ha fatto grandi cose. In riferimento ai titoli dell’Eurostoxx, si è persa un pò di forza relativa, e in questo momento è visto un pò debole. In un momento di storno del mercato i petroliferi potrebbero anche sovraperformare, essendo più difensivo rispetto ad altri, ma nonostante la recente debolezza, non vediamo grossi spunti, se non per titoli che abbiano un valore intrinseco.

per gentile concessione di www.trend-online.com




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