S.Berlinzani (Salex): Yen, un movimento strutturale?(02 marzo 2007)
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 Altra giornata favorevole allo Yen! La moneta giapponese ha guadagnato terreno nei confronti dell’Euro, ma soprattutto nei confronti del dollaro neozelandese. Il cambio NzdJpy , come molti dei nostri lettori sanno, è il carry trade per eccellenza. Il differenziale di tasso si attesta sul 7% all’anno e gli investitori, soprattutto Giapponesi, trovano una formidabile opportunità di investimento nel vendere Yen a rendita zero ed acquistare dollari neozelandesi al 7.25%. Nell’ultima settimana il cambio NzdJpy è sceso del 5% circa dai massimi e anche tecnicamente siamo in presenza di un inizio di una fase distributiva di medio periodo che dovrebbe/potrebbe portare il cambio su livelli ben inferiori a quelli attuali.
NZDYEN WEEKLY Siamo in presenza di una divergenza ribassista importante come su tutti i cross dello Yen e, nonostante il fatto che il cambio è e rimarrà un importante carry trade, il fatto che le posizioni siano ancora enormemente sbilanciate a favore di questa tipologia di investimenti pone dei rischi significativi sulla tenuta del cambio e dei supporti tecnici. Non più tardi di ieri Watanabe, vice ministro delle finanze giapponese, ha affermato che le dimensioni dei carry trades sarebbero di molte centinaia di miliardi di dollari ! Sicuramente questo fatto dovrebbe scongiurare ulteriori vendite di Yen nelle settimane a venire, ed è per tale ragione che nelle ultime ore abbiamo visto anche Eurusd non riuscire più a salire così come tutti i cambi legati al biglietto verde. Si deve dire che è bastato un dato positivo, l’Ism del settore manifatturiero, uscito migliore delle aspettative a far cambiare lo scenario generale di indebolimento del dollaro, e si deve anche dire che le aspettative sull’Eurusd sembrano sempre rimanere per un rialzo verso 1.3250-1.3350, ma per ora pare che il mercato sia long Euro. Stanotte, sempre per tornare al Giappone, si deve dire che la disoccupazione è scesa al 4% mentre i prezzi al consumo sono aumentati dello 0.1% su base mensile e relativo a gennaio, un dato in linea con le attese. Dall’Europa Trichet si è rifiutato di commentare relativamente ai tassi di cambio (giusto nell’ottica di non voler influenzare i mercati), ma ultimamente aveva sostenuto la necessità di ulteriori rialzi dei tassi spingendo la moneta unica al rialzo. Non dimentichiamo che molti lamentano l’eccessiva forza dell’Euro, come l’Airbus che sta avviando un piano di ristrutturazione pesante. Nelle ultime ore il Presidente della compagnia ha spiegato che l’eccessiva forza della valuta è e rimane una delle cause dei problemi dell’azienda. Noi lo sosteniamo da tempo, l’Euro potrà anche salire ma nel medio periodo la maggior parte dei rapporti di cambio con le altre valute concorrenti sono e restano su livelli che nel medio e lungo periodo non potranno che creare scompensi e problemi e il pericolo successivo di una svalutazione pesante non lo possiamo certamente escludere. Per ora riteniamo che movimenti verso 1.3500-1.4000 ci possano ancora stare, ma non sappiamo quanto ciò potrà durare, nonostante i problemi Usa e nonostante i problemi legati alla diversificazione delle riserve valutarie.
per gentile concessione di www.trend-online.com
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